Prosa

Elena Sofia Ricci e GianMarco Tognazzi

Vetri rotti

di Arthur Miller
con Maurizio Donadoni
regia Armando Pugliese

Brooklyn, 1938. Sylvia Gellburg, ebrea, viene improvvisamente colpita da un’inspiegabile paralisi agli arti inferiori. Il medico, Herry Hyman, suo coetaneo e conoscente, è convinto della natura psicosomatica del male, mentre il marito di Sylvia, Phillip, non riesce ad accettare quanto sta accadendo. Ben presto emerge che Sylvia è ossessionata dalle notizie delle persecuzioni contro gli ebrei in Germania. Sono gli echi della Kristallnacht, ma forse l’angoscia della protagonista per quegli avvenimenti si somma ad altre fonti di frustrazione ed inquietudine… Miller, trattando il tema immenso dell’Olocausto, torna pacatamente indietro alla ricerca delle proprie percezioni e sensazioni di allora, ambientando questa commedia in una Brooklyn isolata e provinciale, soddisfatta della propria mediocrità.