Teatro Bresci
Macbeth

di William Shakespeare
con Giacomo Rossetto, Anna Tringali, Massimiliano Mastroeni, Renzo Pagliaroto, Andrea Tonin
regia di Fausto Cabra
assistente alla regia Silvia Quarantini
movimenti di scena Marco Angelilli
musiche originali di Mimosa
scene e costumi di Floda Yensid
light designer Stefano Razzolini

Per affrontare Macbeth siamo partiti da questa domanda: Cosa significava cedere all’“incantamento dei desideri” ieri e cosa è diventato oggi? La rielaborazione drammaturgica muove da una riflessione sul potere, o meglio, sui “poteri”, su queste entità “streghesche”, “sovraumane”, che si muovono attorno all’individuo. Forze che lo contengono, lo indirizzano, lo condizionano. In Shakespeare lo scontro è tra i sistemi di potere terreno, tra la “macchina umana”, e i poteri “sovra-umani”, natura, forze del male, del bene, ecc. Al centro di questa disputa, conteso, Macbeth, dilaniato da questi “tiranti”, da questi “attriti”.
Ma oggi? Oggi la Macchina, che è creatura umana, si rivela al contempo sovra-umana: creatura fatta di uomini, di uomini si nutre, e su di essa l’uomo ha perso o sta perdendo il controllo.
Oggi le “sorelle del fato” che sono diventate TUTTO: sono governo dei sogni, sono consumo, sono sistema, misticismo, ingranaggio, fato, ogni cosa, tutto è confuso, tutto è in loro. E in quest’ottica l’individuo, solo, impotente in mezzo a questa tempesta, non può che essere vittima di un sacrificio. E sempre più spesso l’individuo finisce per lasciarsi andare alla macchina, annullandosi in essa. E per un raffinato scherzo del destino della macchina tale annientamento si realizza tramite l’illusione del suo esatto contrario: l’illusione di potersi comprare una vita speciale, unica; l’illusione di poter acquistare il proprio personale “be different”, “be special”, “be the one”. Dunque la sfida più grande di questo allestimento è far coesistere il testo di Shakespeare con una sovrastruttura che dia spunto anche per riflettere su cosa è diventato il potere oggi e su come esso agisce nella quotidianità e nell’intimità di ogni individuo. La sfida è di raccontare la storia di Macbeth e Lady Macbeth, che sono certo due carnefici, ma che rivelano inevitabilmente anche la loro natura di vittime di un incantamento, un condizionamento fatto di sogni che un fato tutt’altro che ultraterreno ha iniettato loro in testa.